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Democrazia del fare, Democrazia del non fare

 

Cernusco Lombardone 19/11/04

Egregio Direttore,

Ambrogio Sala, nel suo ultimo intervento sulle rotonde di Calco e Cernusco, torna a parlare della Scuola di Cernusco come di un`opera di cui ci si dovrebbe vergognare.
Io invece, sono sempre più convinto di aver fatto bene a tener fede all`impegno che nel 1997 avevo preso con gli elettori di Cernusco.
Forse Ambrogio Sala non sa che nel suo Programma elettorale del 1997 Democrazia Cernuschese aveva testualmente scritto:
“ Il progetto Esecutivo delle Nuove Scuole Elementari è pronto.
È in corso l’articolazione del Progetto in 2 lotti funzionali che ne garantiranno la realizzazione in tempi che ci auguriamo ravvicinati.
Con la realizzazione del 1° Lotto funzionale si renderà completamente libero l’attuale edificio della Palestra, che prevediamo di destinare a sede delle Associazioni.
Il secondo lotto funzionale della Scuola elementare sarà integrato con una struttura per bambini handicappati (CSE) per il territorio di Merate:
Una volta realizzata la nuova scuola elementare (1° e 2° Lotto) il nostro programma prevede che:
– La scuola attuale diventi un Centro/Casa-Albergo per Anziani
– La Palestra sia destinata alle sedi delle principali Associazioni
– L’ex Municipio di P.zza della Vittoria diventi un Centro per Giovani (attività culturali e ricreative) ”

Dunque un impegno chiarissimo e comprensibile per tutti !
Con il 60 % dei voti i Cernuschesi l’avevano poi approvato dando alla mia Amministrazione il mandato esplicito di realizzare la Nuova Scuola.

E noi la Scuola l’abbiamo realizzata !!
E’ bella, spaziosa, funzionale ed è fatta per durare molti anni.

Questa è quella che io chiamo la “democrazia del fare”: si prende cioè un impegno con gli elettori e lo si mantiene nei fatti realizzando quanto si è promesso e non altro!
Per realizzare una scuola, ci vogliono almeno quattro anni e non è possibile rimettere in discussione una scelta di tale portata nel bel mezzo della sua realizzazione: il danno economico che ne deriverebbe per l’intera comunità sarebbe gravissimo.

Ma vede, caro Sala , questa di rimettere in discussione tutte le decisioni subito dopo averle prese è invece quella che io chiamo la “democrazia del non fare”: decido oggi di fare una cosa e poi alla prima difficoltà mi fermo e trovo ogni possibile scusa per giustificare il fatto di non averla realizzata.
La “democrazia del non fare” è quella alla quale dobbiamo l’incredibile ritardo del “Raddoppio Ferroviario“, quella alla quale dobbiamo la “Pedemontana” eternamente rinviata e quella alla quale dobbiamo anche il mancato “Interramento della ex-Statale 36“.
Pochi ricordano forse che negli stessi anni in cui a Cernusco si decideva di fare la Nuova Scuola a Merate i Sindaci del Meratese (Merate, Cernusco, Osnago, Calco e Olgiate)
definivano un nuovo tracciato per la ex-36 noto sotto la denominazione di “tracciato dei Sindaci” .
La Provincia era favorevole ma poi non se ne è più parlato.

Noi continuiamo a pensare che, come propone Colombo, sia necessario prendere in esame anche soluzioni più radicali e di più ampio respiro perché il traffico in questi ultimi anni sta crescendo in modo vertiginoso.
Il “tracciato dei Sindaci” (che prevede un interramento parziale della ex-36) potrebbe ancora fornire qualche buona idea.
E’ questo il messaggio che vogliamo dare alla Provincia.

Antonio Conrater

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